Fai musica maestro?

Uno sguardo alle proposte musicali degli insegnanti della scuola:
il progetto Earth-beats.

Vi siete mai chiesti se il vostro insegnante fa parte di una band o se ha in programma qualche concerto? Oltre a quelli attivi all’interno della scuola sono molti i progetti esterni che vedono coinvolti in prima persona i nostri docenti. Dal mondo della classica al rock, dal jazz al funk, cogliamo l’occasione di presentarvene alcuni a cominciare dalla nuova esperienza intrapresa dal nostro docente di chitarra e tromba Andrea Baroldi membro degli Earth-beats, band innovativa che propone l’idea di un viaggio-concerto in cui la musica ha il ruolo di trasportarci in un mondo tutto da scoprire.

Li chiamano “cacciatori di suoni”, o ancora ecologisti acustici, viaggiano alla ricerca dei suoni della natura, strumenti e zaino in spalla, il loro obiettivo è quello di scovare sorgenti sonore ancora incontaminate dalla rumorosa specie umana, esplorare e catturare il suono di una sera d’estate, di un mare in tempesta dipingendo attraverso il suono un quadro ambientale nella sua totale integrità. Quella degli Earth-beats è una caccia al suono che però potremmo definire in modo differente: è una caccia alle emozioni da raccontare, alle abitudini da condividere, alle culture da accogliere, una ricerca che arricchisce l’animo e si racconta attraverso la musica, un campionamento di suoni ed immagini che, come essi stessi scrivono, costituisce la base di un progetto di world music che porti con sé il senso del viaggio e di incontro con l’Altro.

Andrea Baroldi, nostro docente di chitarra e tromba, è coinvolto in questo progetto da circa un anno ed è parte della band in veste di trombettista. Incuriositi abbiamo dunque chiesto a Stefano Fumagalli, ideatore del progetto insieme alla moglie Federica di raccontarci qualcosa a proposito del loro modo di fare musica e di com’è è nata quest’idea e quella che ci ha riportato è una storia originale, ottimo spunto per riflettere sui tanti significati che oggigiorno la musica può assumere.
 

E' nato prima il progetto o l'idea è scaturita dalla personale esperienza del viaggio?

“L’idea di unire la passione per il viaggio e quella per la musica, ci frullava nella testa da un po’ di anni. In fondo, l’esperienza musicale viene spesso associata a quella di viaggio mentale con relative meraviglie e scoperte. L’occasione per renderla concreta è stato il viaggio di nozze mio e di Federica (cantante). Abbiamo presentato l’idea di intraprendere un viaggio in Sud America e di trarne uno spettacolo proprio al nostro matrimonio. Siamo quindi partiti attrezzati di registratori audio e macchine fotografiche, in modo tale da poter catturare ogni impressione interessante che ci si presentava. Quello che non sapevamo ancora, era che forma musicale avrebbe preso il progetto, ancora adesso stiamo lavorando per definirla più precisamente insieme ai membri della band che si sono aggiunti al nostro rientro dal viaggio (Andrea Baroldi, Fabio Longo e Vincenzo Barbarito). Il concerto di Senago a novembre è stata un’anticipazione, stiamo lavorando ancora con tutta la band nello scrivere nuove canzoni e per quest’estate dovremmo avere pronta una versione più dettagliata”.

 

Il senso che vi proponete di dare alla musica è molto profondo, vorresti ampliarci un po' questa filosofia di musica di condivisione e unione?

“La musica oggigiorno viene spesso associata, causa media tv e social, a un concetto di competizione. Penso invece che il senso profondo della musica sia la condivisione. Il progetto Earth-beats parte da una considerazione: che mondo stiamo lasciando alle future generazioni? Noi pensiamo che ci stiamo spingendo troppo oltre in termini di sfruttamento delle risorse, di isolamento dell’individuo e di allontanamento dall’essenzialità (nel senso di “essenza” e non come privazione). Attraverso il nostro progetto vogliamo avvicinare il pubblico a questi concetti, condividendo le storie e le esperienze che abbiamo raccolto durante questo viaggio. Il viaggio visto quindi anche come specchio della nostra condizione, la musica vista come viaggio da fare insieme: musicisti e pubblico”.

 

Come si svolge esattamente uno dei vostri viaggio-concerti? Che effetto hanno sul pubblico?

“Attualmente il nostro concerto ha una forma abbastanza tradizionale. Stiamo lavorando per ampliarlo con una parte multimediale. Come detto in precedenza, per ora l’unica esperienza live è stata quella di Senago, che è servita molto anche a noi per capire come continuare a elaborare la nostra proposta. In quell’occasione il pubblico è rimasto colpito molto positivamente e la cosa ci ha fatto un grande piacere”.

Siamo curiosi quindi di vedere come evolverà il progetto e, perché no, forse avremo proprio l’occasione di condividere un’esperienza con questi musicisti all’interno della nostra scuola offrendo a giovani studenti un punto di vista probabilmente poco esplorato nell’era dei social e dei talent in cui stiamo vivendo ora.



La band al completo durante un concerto

 

Per chi volesse saperne di più e rimanere aggiornato è possibile visitare la pagina Facebook della band oppure il sito www.earth-beats.com.
Nell’attesa godetevi della buon musica: il primo EP della band “Live at new art studio” è un album tutto da scoprire e vivere, la tromba è quella del nostro Andrea Baroldi, la musica è quella degli Earth-beats. 

 


Un momento di registrazione di suoni all’interno della riserva naturale Paracas in Perù.